Sintobiografia e sintoscritti di Massimo Palladini

palladini2Massimo Palladini è nato e vive a Pescara; lì svolge da un gran bel po’ la professione di architetto.
Tra la polvere della calce ed il fruscio delle scartoffie, cerca momenti di creatività dentro e fuori dal mestiere.
Tra questi, anche delle scritture rapide, d’occasione, nelle quali fustiga, scherzando, i costumi o annota stati d’animo ed impressioni.
La sua passione forte è l’arte figurativa che frequenta e, un po’sperimenta; ma anche il mare è un suo amore che l’ha accompagnato fin qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

” Il viaggio deve bastare a se stesso;
andar, cercare sublimi emozioni,
bruciare, inseguir le sensazioni…”
(Nel fondo, ci sento un suono fesso).

 

 

 

 

 

 

Fantasie surrealiste

Le diede un piccolo morso amoroso; lei rispose, appassionata, mordendogli il labbro, che sanguinò.
Lui si asciugò col dorso della mano e le addentò l’omero, bianco e delicato; lei,allora, felice, gli ficcò i denti nella coscia,vicino all’inguine.
Ciò gli fece scattate la fantasia di assaporarle un seno; così provocante… quindi, un teso fascio muscolare finì sotto i denti di lei.
Continuarono così fin quando non giunsero alle ossa, inscenando l’amplesso degli scheletri, nota piece surrealista, che diede loro notorietà internazionale.
Ma era troppo tardi.

 

 

 

 

 

Donna del sud

Giocavamo tra le case di quel paese sul mare, bianche di calce, di un bagliore che solo l’ombra dei vicoli alleviava; correvamo per le strade di ghiaia e sui lastricati di pietra bianca, cavata tra i pascoli lì intorno, coperti, durante la transumanza, dal mare bianco delle pecore abruzzesi; la luce si moltiplicava e rimbalzava su quelle pareti fino agli sfondi, azzurri di mare tanto chiari da confondersi col bianco.
Ti rifugiasti ansante, tremante ma altera, in quel terrazzo a picco sulla marina, dove i bianchi panni stesi garrivano come bandiere.
Quando, impazienti, ci strappammo i vestiti leggeri, mi abbagliasti con il bianco dei tuoi seni e del tuo ventre, impronta dell’inverno trascorso, pronti a farsi baciare dal sole e da me.
Ci rotolammo nelle grandi cesta delle lenzuola giocando e ad un tratto seri, amandoci perdutamente.
Nella luce meridiana soltanto i gabbiani bianchi ci videro fonderci in un unico organismo.
La decisa macchia rossa, nel concerto di quei bianchi corredi ricamati per le spose, fu la traccia del tuo coraggio e la sfida del nostro amore.

 

 

 

 

 

 

 Баграмян Лев

Баграмян Лев

Come una leggera sbronza, guidando in una strada di campagna

Al volante dell’automobile la vidi, d’un tratto, nei monti lontani ancora bianchi di neve: era la sua scollatura generosa che scendeva, bianca, dal collo slanciato per offrire gli omeri ed il solco tra i seni, forse un canalone nel quale il disgelo era già cominciato; poi notai quelle colline, quasi delle montagnole simmetriche, su cui due case coloniche, con la loro corte di alberi isolati ed i comignoli, evocavano i suoi capezzoli, irti sulle mammelle floride e fiere; la trama delle stradine, sinusoidali per la salita, bordate di cipressi, disegnava sul versante la linea dei suoi fianchi; e, sul piano più ravvicinato, due campi verdi d’erba, ravvivati dalle ultime piogge, intrecciavano le loro textures come due cosce; m’incantai davanti alla macchia triangolare che si era formata intorno alla piccola forra centrale ed al laghetto artificiale, per l’irrigazione.

Un delta vegetale che suggeriva passeggiate, esplorazioni e soste deliziose.
Dovetti fermare l’auto e stropicciarmi gli occhi; ma lei era ancora lì, la mia donna paesaggio.

 

 

 

 

 

Il morso e il fascino

Guardare in trasparenza ,come attraverso una filigrana; vedere la bellezza perchè si trasforma in specchio ciò che si ama;cogliere qualche sintomo di ciò che può essere e ricostruire edifici incantati da quelli, come un archeologo davanti ai giardini di Ninive, testimoniati solo da poche rovine;attraversare animi cercando, trovando se stesse; fare della tenera vulnerabilità una forza potente; accogliere il morso che il loro sapore chiama come sigillo di un fascino femminile irresistibile.